Category Archives: Libri

Teologie del Sud : la decolonizzazione come nuovo paradigma

Questo volume propone una ricognizione delle teologie del Sud globale – africana, asiatica, latinoamericana, indigena e afroamericana – collocandole nei loro contesti ed evidenziandone le tendenze più significative: femminista, ecologica, liberazionista… Sono teologie emergenti, controegemoniche e generatrici di discorsi alternativi che cercano di rispondere alle grandi sfide attuali: colonialismo, patriarcato, razzismo epistemologico, capitalismo, depredazione della natura, crisi della democrazia, fondamentalismi. Queste teologie – niente affatto secondarie – attraversano le vie dello scambio interculturale, interreligioso, interetnico e interdisciplinare. Scrive Tamayo, che è uno dei teologi spagnoli più riconosciuti a livello internazionale, specie per quanto attiene all’analisi del fenomeno religioso da una prospettiva critica. «Gli itinerari di dialogo che ho percorso mi hanno svegliato dal sonno dogmatico, mi hanno liberato dall’innocenza culturale, mi hanno smosso dalla comoda posizione nella Modernità europea, mi hanno aperto nuovi orizzonti epistemologici». Ecco allora qui una innovativa proposta di cambio di paradigma nella narrazione teologica, che mette in discussione l’eurocentrismo e tiene conto della diversità di scenari geoculturali, politici e religiosi.

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Decolonialità : concetti, analisi, prassi

La decolonizzazione ha fallito, pertanto una decolonialità è quanto mai necessaria e urgente. Il potere coloniale e la colonialità sopravvivono nelle gerarchie economiche, razziali, di genere, in un sistema che vuole rendersi invisibile e che ormai il mondo intero ha introiettato come “naturale”. Il sottile dominio della colonialità ha preso il posto del colonialismo come ordine politico: matrice di un pensiero e di una civiltà – la cosiddetta “modernità” occidentale – che non si concepiscono come particolari, storicamente dati, ma come universali e superiori. Una civiltà che si arroga il dovere morale di civilizzare i barbari; dunque di negare a costo della violenza «saperi, soggettività, percezioni del mondo e visioni di vita» alternative ovunque sorgano, nelle ex colonie come nello stesso Occidente. Da trent’anni, gli studi e le pratiche decoloniali costruiscono un futuro diverso. Walter D. Mignolo e Catherine E. Walsh, esponenti di spicco della decolonialità a livello internazionale, lavorano alla liberazione dell’immaginario, riscoprendo nell’Altro l’«imprevedibilità rivoluzionaria» e coltivando un «border thinking» che esca dall’orizzonte concettuale della modernità: «Gli strumenti del padrone non distruggeranno mai la casa del padrone». Decolonialità è un testo decisivo per accedere a uno dei dibattiti più accesi della contemporaneità; per riflettere sul senso di inferiorità che anche il nostro Occidente “periferico” ha interiorizzato in decenni di subordinazione culturale; per adottare modelli sociali tanto lontani dallo Stato-nazione quanto dal globalismo del consumo, seguendo la via delle comunità che hanno già fatto vivere la decolonialità «come un’opzione, una prospettiva, un’analitica, un progetto, una prassi».

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Per un ecumenismo decoloniale

Impariamo dagli intellettuali del Sud del mondo a distinguere il colonialismo, come fenomeno storicamente finito, dalla colonialità come progetto egemonico cognitivo ancora attuale, rappresentando il lato oscuro della modernità. Esiste, infatti, una “cartografia coloniale” con cui ancora si guarda a sud. La pratica coloniale di ieri e di oggi è responsabile di molti epistemicidi culturali e religiosi. Se occorre impegnarsi per una giustizia epistemica, serve anche riconoscere quelle spiritualità marginali e quegli spazi religiosi alternativi quali esperienze che aiutano a decolonizzare la fede. I cristianesimi decoloniali ricordano che le religioni sono cammini non tanto per salvare l’uomo con l’offerta della sospensione dalla condizione umana, ma per salvare proprio la condizione umana e il suo significato ancora qui sulla terra. Il futuro dell’ecumenismo, in prospettiva decoloniale, sarà macro-ecumenico.

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Sul limite

“Sul Limite” è la lettera pastorale 2025 di mons. Domenico Pompili vescovo di Verona. Il limite viene inteso non come condanna, ma vocazione e propone una “pedagogia dell’imperfezione” che riconosce nella fragilità la condizione in cui la grazia può manifestarsi più autenticamente. Monsignor Pompili traduce la riflessione teorica in proposte pastorali concrete, delineando una “ministerialità del limite” che valorizza l’esperienza di chi ha attraversato fragilità traendone risorse per accompagnare altre vite. Sul piano strutturale, si prospettano nuove forme comunitarie: parrocchie organizzate in rete, “comunità matrici” che sostengono territori più ampi, case di spiritualità che integrano contemplazione e diaconia». La Lettera propone inoltre la “conversazione spirituale”, già sperimentata nel Cammino Sinodale della Chiesa italiana, come strumento permanente di discernimento comunitario per trasformare i conflitti in opportunità di crescita.

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Fratel Luc di Tibhirine : monaco, medico e martire

Il testo ripercorre la vita di fratel Luc, trappista, medico e martire. Figura chiave della comunità dei monaci di Tibhirine, fu ucciso nel 1996 dai rapitori islamisti durante la guerra civile algerina. Per cinquant’anni ha curato e aiutato la popolazione locale nel suo dispensario, diventando punto di riferimento per cristiani e musulmani. La sua vita racconta una fede vissuta in semplicità e coraggio. Una testimonianza di speranza cristiana anche per oggi.

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Come un pellegrinaggio : i miei giorni in Terra Santa

Francesco Patton, francescano, dalla primavera del 2016 Custode di Terra Santa, ha iniziato una missione che ha cambiato radicalmente il corso dei suoi giorni. E che merita di essere raccontata, poiche´ aiuta a conoscere dettagli della vita in quella terra che spesso rimangono nascosti. Perche´ la Terra Santa non si puo` mai dire di conoscerla abbastanza. E perche´ il cammino lungo quelle pietre rimane una delle esperienze spirituali piu` potenti che un cristiano possa compiere. Roberto Cetera, inviato in Medio Oriente per l’Osservatore Romano, in questo intenso dialogo con il Custode ripercorre gli anni del suo lungo mandato. Anni segnati da eventi importanti, talora tragici, che nel suo ruolo Patton ha saputo affrontare con dedizione e coraggio, senza perdere l’umilta` che lo ha sempre contraddistinto. Ne scaturisce un ritratto autorevole della realta` mediorientale, fatta di controversie sociali, conflitti e rivalita` interreligiose, ma anche di passione e tanta speranza. Perche´ dopotutto la Terra Santa non e` una terra qualunque: c’e` un magnetismo in quelle pietre, che la ragione non riesce a comprendere, e che ha segnato un punto di svolta nella vita di molti. Prefazione di Papa Francesco Introduzione di Massimo Fusarelli, Ministro generale dei Frati Minori.

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L’aiuola che ci fa tanto feroci : antologia contro la guerra: pacifismo, obiezione di coscienza, disobbedienza civile

Mai come oggi le guerre occupano il nostro presente. È urgente rilanciare il pensiero e il movimento pacifista. Nel dibattito pubblico e tra i nostri simili. Quest’antologia contro la guerra raccoglie teorie, pratiche e testimonianze del pacifismo, dell’obiezione di coscienza e della disobbedienza civile. Testi filosofici, religiosi e giuridici, insieme a narrazioni e poesie di uomini e donne in diverse epoche e culture.

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Teologia della Chiesa locale : dal Vaticano 2. alla sfida della sinodalità

L’autore prendendo in esame la “Chiesa locale” crea un filo conduttore solido sui diversi temi ecclesiologici. I primi due capitoli realizzano un’indagine storica-teologica per quanto riguarda la dimensione locale della Chiesa. Il terzo e il quarto capitolo si prefiggono l’obiettivo di presentare la teologia della sinodalità e il legame costitutivo tra quest’ultima e la Chiesa locale; un binomio dal qual emergono nuove prospettive.

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America Latina afrodiscendente : una storia di (R)esistenza

Quella delle persone afrodiscendenti con l’America Latina è una relazione carnale, costruita sui loro corpi e con i loro corpi, templi di resistenza immolati alla causa della libertà. Se per le popolazioni indigene parliamo di lotta per la sopravvivenza, nel caso delle comunità afrodiscendenti si aggiunge l’elemento di insorgenza e ribellione che ha caratterizzato il lungo cammino per la conquista del riconoscimento come esseri umani prima e come attori sociali e politici poi. La questione di chi sono e come vivono le persone che discendono da coloro che vennero portati in catene nel Nuovo Mondo non è nuova ma resta comunque irrisolta. In questo compendio, lungi dal voler parlare per conto di o realizzare la pratica dell’estrattivismo epistemico (inerente per lo più alle conoscenze ancestrali delle popolazioni indigene) Diego Battistessa ci fa conoscere una Storia diversa, una narrazione differente, un cammino fatto di luci ed ombre, che le persone afrodiscendenti hanno camminato e camminano da protagoniste in America Latina e nei Caraibi.

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